Come scrivere una tagline che si ricorda
Le prime 3 parole che qualcuno legge di te. 5 formule ripetibili, esempi che funzionano e trappole da evitare.
La tagline nella bio è la prima cosa che qualcuno legge dopo il tuo nome. Ha un compito preciso: dire chi sei in modo memorabile. Non generico, non pubblicitario, non uno slogan. Una frase che, se qualcuno la sentisse tra tre settimane, direbbe "ah sì, quello/a che fa X".
Le 5 formule che funzionano
1. "Aiuto [chi] a [fare cosa]"
La più efficace per freelance e consulenti.
- "Aiuto SaaS B2B italiani a triplicare i lead da LinkedIn"
- "Aiuto ristoranti a raddoppiare le prenotazioni con Instagram"
- "Aiuto scrittori indipendenti a lanciare libri autopubblicati"
Funziona perché è azionabile e specifica. Chi legge capisce se sei per lui.
2. "[Cosa faccio] per [chi]"
Variante più asciutta, ideale se il "cosa fai" è un concetto chiaro.
- "Product design per fintech B2B"
- "Fotografia food per ristoranti indipendenti"
- "Copywriting per landing SaaS"
3. "Ex [autorità], oggi [cosa fai]"
Il "prima/dopo" mostra credibilità in una frase.
- "Ex growth Airbnb, oggi consulente per marketplace italiani"
- "Ex sviluppatore Google, oggi CTO di startup deep-tech"
- "Ex chef Bulgari, oggi consulente F&B per hotel di lusso"
4. "[Contrarian statement]"
Prendi posizione contro qualcosa che il tuo settore fa per abitudine. Attrae per polarizzazione (chi la condivide diventa audience calda).
- "Il branding dovrebbe stare zitto e far parlare i clienti"
- "Costruisco SaaS senza founder-led marketing"
- "Vendo consulenza sui prezzi che pubblico"
Solo se sei disposto a difendere la posizione, non solo dirla.
5. Formula "risultato quantitativo"
Il numero fa il lavoro. Solo se hai il numero da mostrare.
- "Ho aiutato 40 SaaS a raddoppiare il fatturato in 12 mesi"
- "+300 matrimoni fotografati in Toscana dal 2018"
- "12 anni scrivendo per riviste Condé Nast"
Cosa evitare
Aggettivi vuoti
"Appassionato", "creativo", "innovativo", "positivo". Chiunque potrebbe scriverli. Zero informazione.
Buzzword del momento
"AI-powered thought leader in Web3 space". Sembra impegnativo, non dice nulla, invecchia in 6 mesi.
Elenco di 10 cose che fai
"Marketer, copywriter, growth hacker, consulente, formatore, autore, speaker". Nessuna competenza percepita. Meglio essere memorabile per 1 cosa che invisibile per 7.
Missione poetica
"Aiuto le persone a raggiungere il loro pieno potenziale". Suona bene, non attrae nessun cliente specifico. Non è una tagline, è un discorso motivazionale.
Copia-incolla dai grandi
Le tagline di Naval Ravikant o Justin Welsh funzionano perché sono legate al loro corpo di contenuti. Copiarle sul tuo profilo da 200 follower le rende sospette.
Il test finale: la "cocktail test"
Immagina di essere a un evento, qualcuno ti chiede "cosa fai?". La tua risposta deve poter essere la tua tagline. Se ti vergogni un po' a dirla ad alta voce ("aiuto le persone a essere positive"), è troppo generica. Se invece la dici e chi ascolta continua ("interessante, come si fa?"), hai vinto.
Rivedila ogni 6 mesi
La tua tagline oggi riflette il momento della tua carriera. Tra 6 mesi potresti aver ristretto la nicchia, aggiunto un case study importante, cambiato posizionamento. La bio non è un tatuaggio: aggiorna quando cambia il contesto.
La bio è pronta, e il link?
Una tagline forte porta click. Un link in bio ben strutturato li trasforma in conversazioni.
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