Il posizionamento in una frase: come trovarlo
Cosa faccio, per chi, con quale differenza. Se non lo dici in una frase, la tua bio non funziona. 3 esercizi per arrivarci.
Il "posizionamento in una frase" è quello che vorresti che qualcuno pensasse di te dopo averti scoperto. Nella tua bio Instagram, LinkedIn, sito, biglietto da visita. La frase deve rispondere a: cosa fai, per chi, con quale differenza.
Trovarla è più difficile di quanto sembri. Ecco 3 esercizi pratici che funzionano.
Esercizio 1: la formula "aiuto X a Y facendo Z"
Riempi con dati concreti:
- X = il tuo cliente ideale (specifico, non "persone")
- Y = il risultato che ottengono (concreto, misurabile)
- Z = come li aiuti (tuo metodo/servizio)
Esempi:
- "Aiuto SaaS B2B italiani a triplicare i lead da LinkedIn facendo strategia + content ghost writing"
- "Aiuto ristoranti indipendenti a raddoppiare le prenotazioni con content Instagram + community management"
Attenzione: non tutti e 3 gli elementi vanno sempre in bio (troppo lungo). Ma la formula ti costringe a essere chiaro con te stesso.
Esercizio 2: il "chi non è per te"
Molti si posizionano dicendo "per tutti". Prova l'esercizio opposto: elenca 5 categorie di clienti che NON prendi.
- Non lavoro con aziende <10 dipendenti
- Non lavoro con startup pre-seed
- Non lavoro con settore gambling
- Non lavoro con clienti che vogliono solo "un logo"
- Non lavoro senza retainer minimo 6 mesi
L'esercizio ti forza a definire chi vuoi davvero. Dopo, la bio "cosa faccio" viene naturale.
Esercizio 3: la "domanda del bar"
Immagina di essere al bar con un amico. Ti chiede: "Ma cosa fai esattamente?". Rispondi ad alta voce. Registra col telefono. Riascolta.
Cosa ha detto la versione naturale, senza filtro corporate? Spesso è più chiara della bio "professionale".
Esempio: la tua bio LinkedIn dice "Consulente strategico per la trasformazione digitale". Al bar dici "Aiuto aziende medie a smettere di usare Excel per gestire i clienti". La seconda è molto meglio.
Il test finale: la "cocktail test"
Il tuo posizionamento funziona se, dopo averlo detto ad alta voce, la reazione dell'altro è:
- Interesse specifico: "Interessante, e come lo fai?" (sei rilevante per lui/lei)
- Referral immediato: "Devi conoscere il mio amico Marco" (ha capito abbastanza da fare match)
- Disinteresse educato: "Ah, ok" (non è nel tuo target, correttamente filtrato)
Il posizionamento debole invece produce risposte generiche tipo "Ah, tipo marketing?" o "Interessante" senza approfondire.
Errori comuni
- Troppi aggettivi: "Aiuto in modo creativo, innovativo e strategico". Zero informazione.
- Buzzword: "AI-powered growth for Web3". Sembra impegnativo, non dice cosa fai.
- Voler piacere a tutti: "Aiuto le persone". Rimuovi la specificità per non escludere nessuno = non attrai nessuno.
- Copiare: la frase di qualcun altro non è tua. Il tuo posizionamento riflette la tua verità.
Aggiorna ogni 6 mesi
Il posizionamento si evolve con te: prendi nicchie più strette, scopri clienti ideali, cambi mercato. Rileggi il tuo posizionamento ogni 6 mesi e adattalo. Non è un tatuaggio.
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